Luca Magariello per la Serie Master in duo con Cecilia Novarino

Giunge ad un nuovo appuntamento la rassegna dei Concerti dell’Accademia, realizzata dalla Fondazione Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” in collaborazione con il Comune di Imola: mercoledì 15 aprile , sul palco della Sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani alle ore 20.45, in concerto Luca Magariello al violoncello in duo con Cecilia Novarino al pianoforte.

Luca Magariello insegna dal 2020 all’Accademia del Violoncello presso la Fondazione “Incontri con il Maestro” condividendone la Direzione con Enrico Bronzi. Ha iniziato lo studio del violoncello a soli quattro anni, diplomandosi a sedici anni con il massimo dei voti e la lode alla Scuola Suzuki di Torino con Antonio Mosca. Vincitore nel 2010 del primo premio alla Khachaturian Nello Competition di Yerevan, Armenia, ha intrapreso da allora una brillante carriera internazionale che lo ha portato a suonare in prestigiose manifestazioni collaborando con formazioni cameristiche e orchestre di fama mondiale. Da diversi anni all’attività concertistica affianca una brillante attività di insegnamento.

Particolarmente attiva in ambito cameristico, Cecilia Novarino ha collaborato con importanti formazioni in veste di solista, e svolge attività di maestro collaboratore in prestigiosi teatri, k come il Regio di Torino, il Piccolo id Milano, il Bellini di Napoli. Dopo il diploma con il massimo dei voti e la lode al conservatorio di Torino, si è perfezionata con il Trio di Parma  e attualmente collabora con l’Accademia Internazionale “Incontri col maestro”.

Il programma del concerto si apre con la Sonata n. 3 in La maggiore op. 69 di Ludwig van Beethoven, composta fra col 1807 e il 1808 ed eseguita per la prima volta a Vienna nel 1809. La dedica al barone von Gleichenstein reca l’indicazione «inter lacrima et luctum», che allude non tanto al carattere dell’opera, solare e distesa, ma allo stato d’animo del compositore. Il barone von Gleichenstein era il fautore del vitalizio concesso a Beethoven dall’arciduca Rodolfo a patto che non lasciasse Vienna, che lo sollevò dalla precarietà materiale in cui si trovava da alcuni anni.

A seguire, i “Phantasiestüke” op. 73 di Robert Schumann: scritti in origine per clarinetto e pianoforte ed eseguiti per la prima volta a Dresda nel 1849, fanno parte di un nucleo di composizioni destinate a un consumo privato, quella pratica nota come “Hausmusik” (musica domestica) che era parte integrante della vita musicale tedesca dell’epoca. «Occorre rifarsi alle esigenze del “fare musica insieme” – scrive Arrivo Quattrocchi – per comprendere la limitata estensione di queste composizioni, la cordialità del loro contenuto, il fatto stesso che esse non siano previste per un unico strumento ma che per esse venga piuttosto indicata ad libitum una scelta fra diverse soluzioni strumentali.

Conclude il programma della serata la Sonata in Do minore op. 32 di Camille Saint Saëns, eseguita per la prima volta a Parigi il 26 marzo 1873 da Johann Reuschel al violoncello con l’autore al pianoforte. «Quando ho scritto la mia sonata per pianoforte e violoncello – scrive Saint Saëns all’amico Charles Lecocq -, il finale non era all’altezza. Così ho dovuto riporla nel cassetto per un bel po’ di tempo, finché non sono riuscito a scriverne un altro molto diverso dal primo».

Il concerto è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.